Dott.ssa Shuela Curatola - Biologa Nutrizionista

Prevenire l’osteoporosi correndo

La corsa, con la sua caratteristica azione ammortizzante d’impatto col suolo ed esercizio muscolare prolungato è sicuramente un ottimo fattore preventivo nei confronti dell’osteoporosi.
Gli studi al riguardo sono innumerevoli. Infatti in un confronto tra sedentari e corridori mezzofondisti, questi ultimi presentano una maggiore densità ossea a livello di piedi, femore e vertebre.
In effetti tutto ciò ha una logica, legata appunto allo stimolo che la corsa crea sulle ossa ogni volta che un piede impatta sul terreno. Se poi il corridore decidesse, dopo i 40 anni, d’inserire sedute di allenamento della forza, il risultato sarà di vivere una vecchiaia serena.
L’esercizio fisico regolare è un cardine dei programmi d’intervento nella gestione dell’osteoporosi:

 
PICCO OSSEO: è molto importante svolgere attività fisica durante l’età dello sviluppo perché permette di raggiungere un livello di massa ossea elevato.

 
CADUTE: migliorando l’equilibrio, i riflessi ed il tono muscolare l’attività fisica è in grado di prevenire il rischio di cadute.

 
FRATTURE: migliorando la resistenza e la densità ossea l’attività fisica è in grado di prevenire la comparsa di fratture in seguito a traumi.

 

Le ossa mutano con il tempo

 
La massa ossea si modifica nel corso della vita: durante la crescita aumenta costantemente, raggiungendo il suo picco massimo tra il 25° e il 30° anno di età. In seguito diminuisce, a velocità diverse tra organismo maschile e organismo femminile.
Alimentazione e l’esercizio fisico influiscono in modo particolare sulla formazione di tessuto osseo, soprattutto durante la crescita: l’infanzia e la giovinezza, infatti, sono il periodo decisivo durante il quale la massa ossea massima, predefinita dai geni, sarà raggiunta o meno. Durante l’età adulta si tratterà poi, essenzialmente, di conservare questa massa. A questo scopo, occorre innanzitutto condurre una vita sana.
L’esercizio fisico rende le ossa più resistenti e aiuta a conservarne la massa, in particolare se si mettono sotto un certo carico. Durante tutta la vita, le ossa attraversano un continuo processo di distruzione e rigenerazione, che rinnova le ossa vecchie, fragili e forse già fessurate, e adegua lo scheletro all’intensità delle sollecitazioni.
Per orientare questa complessa dinamica intervengono ben precisi tipi di cellule e segnali chimici. Un tessuto osseo sano è costantemente rigenerato. Dapprima gli osteoclasti eliminano il tessuto vecchio, scavando dei buchi nella matrice ossea, le cosiddette lacune. Subentrano poi gli osteoblasti, che riempiono con nuovo tessuto osseo queste lacune.

 

Fattori di rischio per l’osteoporosi

 

Il rischio di osteoporosi è dettato dai seguenti fattori:

 

• Età: con l’avanzare degli anni, la densità ossea diminuisce per tutti.

 

 
• Sesso: le donne rischiano tendenzialmente più degli uomini di incontrare problemi di osteoporosi. Dopo i 50 anni, una donna su tre subisce almeno una frattura spontanea, contro un uomo su sette. Su questo fenomeno influisce molto la carenza di estrogeni che accompagna la menopausa.

 

 
• Geni: se in famiglia vi sono persone colpite dall’osteoporosi, la probabilità di dover affrontare lo stesso problema aumenta. Stile di vita: un’alimentazione sregolata e un esercizio fisico insufficiente indeboliscono le ossa. Anche chi fuma e beve troppo alcol mette in pericolo il proprio scheletro.

 

 
• Medicamenti: l’assunzione prolungata di cortisone aumenta i rischi di osteoporosi.

 

 
• Malattie: le ossa possono essere indebolite, ad esempio, da infiammazioni persistenti, squilibri endocrini, disturbi dell’assorbimento nutritivo a livello intestinale o problemi renali.

 

 

Un trio alleato per le ossa

 

 

Calcio: sin dall’infanzia svolge un ruolo importantissimo per lo sviluppo e la conservazione delle ossa. L’organismo lo accumula nello scheletro anche per destinarlo poi a tutta una serie di funzioni vitali, ad esempio la regolazione del battito cardiaco, la trasmissione corretta dei segnali nervosi e la coagulazione del sangue.

 

 
Proteine: un terzo circa della massa ossea, e anche i muscoli, sono composti di proteine, ne occorre un apporto sufficiente. Per il metabolismo osseo sono particolarmente preziosi gli alimenti che contengono sia pro- teine sia una quantità sufficiente di calcio.

 

 
Vitamina D: favorisce l’assorbimento del calcio a livello intestinale, agisce direttamente sulle cellule ossee e, in questo modo, è importante per l’indurimento del tessuto osseo. La vitamina D si forma nella pelle sotto l’azione dei raggi solari ultravioletti. Chi fa moto alla luce del sole per almeno 30 minuti ogni giorno (e, per questo breve lasso di tempo, senza crema protettiva) ne garantisce un sufficiente apporto di base. Con l’età, tuttavia, la capacità dell’organismo di produrre vitamina D in modo autonomo diminuisce drasticamente.